Leroy (WEEE Forum): “FutuRaM? ‘Supporto abilitante’ le norme UE sulle materie prime critiche”

Pascal Leroy, direttore generale del WEEE Forum, che riunisce 49 organizzazioni di responsabilità dei produttori di RAEE in tutto il mondo: “Il progetto FutuRaM sostiene direttamente l’attuazione degli obblighi del Critical Raw Materials Act in materia di recupero e circolarità”

Raffaele Lupoli
Raffaele Lupoli
Direttore responsabile di EconomiaCircolare.com, socio e consigliere di amministrazione della cooperativa Editrice Circolare. Giornalista professionista, saggista e formatore, è docente a contratto di Economia delle organizzazioni complesse presso l'università pubblica (AFAM) ISIA Roma Design, insegna all'ITS Machina Lonati di Brescia e collabora con il Sole 24 Ore. Ha diretto diverse testate, tra cui il settimanale Left e LaNuovaEcologia.it. Ha lavorato con Legambiente, collaborando tra l’altro alla redazione del Rapporto Ecomafie, ha coordinato la redazione del periodico Rifiuti Oggi e il mensile La Nuova Ecologia. Si è occupato di comunicazione politica e nel 2020 è stato consigliere della Ministra dell'Istruzione sui temi della sostenibilità ambientale e dell'innovazione sociale.

Pascal Leroy, direttore generale del WEEE Forum, perché FutuRaM è un progetto strategico per l’Europa e non semplicemente un’attività di ricerca sui rifiuti?

L’Unione europea è passata dalla discussione sulle materie prime critiche alla definizione di obiettivi vincolanti attraverso il Critical Raw Materials Act per quanto riguarda estrazione, trasformazione e riciclo, fissando un obiettivo del 25% di capacità di riciclo per le materie prime strategiche entro il 2030. Per raggiungerlo è necessario sapere dove si trovano le materie prime critiche secondarie, in quali quantità e a quali condizioni possano essere recuperate.

FutuRaM risponde a questa esigenza costruendo una base di conoscenza sulle materie prime seconde e un quadro di valutazione basato sulla UNFC, la classificazione quadro delle Nazioni Unite per le risorse, applicato ai principali flussi di rifiuti: batterie, RAEE, veicoli, rifiuti estrattivi, scorie e ceneri, materiali da costruzione e demolizione. In questo modo il progetto sostiene direttamente l’attuazione degli obblighi del CRMA in materia di recupero e circolarità.

Per questo FutuRaM rientra in una più ampia strategia di sicurezza dell’approvvigionamento, il cui scopo è ridurre la dipendenza da pochi fornitori extra-UE per materiali essenziali alle transizioni verde, digitale e della difesa e, al tempo stesso, allineare la pianificazione delle risorse secondarie con la politica sulle materie prime primarie.

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Quale vuoto di conoscenza vuole colmare FutuRaM sul rapporto tra materie prime critiche, economia circolare e autonomia strategica europea? 

Prima di FutuRaM, l’Unione europea disponeva di dati frammentati e difficilmente comparabili sulle materie prime critiche presenti nei flussi di rifiuti, con una capacità limitata di collegare in modo coerente e aperto gli stock di prodotti, i flussi di materiali, le prestazioni di riciclo e gli scenari di disponibilità futura.

FutuRaM punta esplicitamente a “migliorare  i fondamenti di conoscenza sulle materie prime, allineando metodologie, strutture di rendicontazione e linee guida sulla disponibilità e recuperabilità delle materie prime seconde e critiche fino al 2050. Questo lavoro integra dimensioni economiche, tecnologiche, normative, sociali e ambientali.

Dal punto di vista delle materie prime critiche e dell’economia circolare, le lacune da colmare riguardano tre ambiti. Primo: capire dove e in quali concentrazioni le materie prime critiche siano presenti oggi e saranno presenti in futuro nei sei segmenti di rifiuti analizzati, tra cui i RAEE, considerando stock e flussi. Secondo: valutare quanta parte di queste risorse sia tecnicamente ed economicamente recuperabile in diversi scenari di policy e di sviluppo tecnologico e capire quali progetti risultino sostenibili se analizzati attraverso la classificazione UNFC. Terzo: rendere queste informazioni accessibili, ad esempio attraverso un sistema informativo aperto a tutti e il potenziamento della Urban Mine Platform, affinché possano orientare investimenti e scelte politiche concrete, invece di restare confinate in studi isolati.

Come possono essere utilizzati concretamente i risultati del progetto da parte di decisori politici, consorzi e filiere industriali? 

Per quanto riguarda i decisori politici, si potrà:

  • Utilizzare la base di conoscenza sulle materie prime seconde (SRM) e le proiezioni al 2050 sulle materie prime critiche (CRM) per fissare obiettivi realistici ma ambiziosi di recupero delle CRM, ecodesign, raccolta e riciclo, nell’implementazione del CRMA – ad esempio con articoli relativi al recupero da rifiuti estrattivi e da prodotti contenenti CRM – e nella revisione della normativa su rifiuti e prodotti come RAEE, batterie, veicoli a fine vita e costruzioni.
  • Dare priorità ai flussi di rifiuti e alle tecnologie con il maggiore potenziale di recupero di CRM quando si assegnano finanziamenti UE, si designano progetti strategici ai sensi del CRMA o si definiscono misure di supporto dell’Industrial Accelerator Act (IAA) per materiali a basso contenuto di carbonio di origine UE.

I Consorzi (Product Responsibility Organization) potranno:

  • Utilizzare i dati di FutuRaM per individuare dove una maggiore raccolta, pre-trattamento o recupero specializzato possa generare i maggiori guadagni di CRM per euro investito e costruire business case per nuove strutture o aggiornamenti di impianti esistenti.
  • Basarsi sulle classificazioni dei progetti secondo UNFC e sugli studi di caso per ridurre i rischi nelle discussioni sugli investimenti con regolatori, investitori e fornitori di tecnologie, dimostrando che i progetti di recupero di CRM soddisfano i criteri di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Per quanto riguarda i soggetti di filiera industriale come OEM, riciclatori e utilizzatori di materiali:

  • Gli OEM e gli utilizzatori a valle potranno integrare negli acquisti e nelle strategie di progettazione gli scenari di FutuRaM, ad esempio anticipando le forniture di materie prime seconde, progettando prodotti per lo smontaggio e il recupero delle CRM o pianificando contratti di offtake per CRM riciclate.
  • Per i riciclatori e le industrie di trasformazione sarà possibile usare il dataset per valutare e confrontare i flussi di rifiuti ricchi di CRM disponibili, decidere dove collocare gli impianti e allineare gli investimenti ai progetti strategici del CRMA e alle future regole di approvvigionamento dell’IAA che favoriscono materiali di origine UE a basso contenuto di carbonio.

Dopo il Critical Raw Materials Act e i primi progetti strategici europei, quale ruolo può svolgere FutuRaM, anche alla luce del recente Industrial Accelerator Act? 

Il CRMA è ora in vigore e fissa benchmark quantitativi, istituisce “progetti strategici” lungo l’intera filiera e obbliga stati membri e operatori a migliorare il recupero delle materie prime critiche dai rifiuti, soprattutto nelle sezioni relative ai rifiuti estrattivi e di produzione

FutuRaM si posiziona, attraverso il proprio approfondimento al CRMA, come fornitore di una base conoscitiva e di strumenti allineati alla UNFC necessari per:

1) identificare quali flussi di rifiuti e progetti dovrebbero essere prioritizzati;

2) fornire dati di alta qualità a supporto della designazione e del monitoraggio dei progetti strategici, in particolare per l’Articolo 27 e le disposizioni correlate. 

L’Industrial Accelerator Act (IAA), attualmente in discussione, mira a ricostruire la base industriale europea e richiede quote minime specifiche di materiali a basso contenuto di carbonio, spesso di origine UE, nei progetti pubblici (ad esempio acciaio, alluminio, cemento a basso carbonio), aumentando direttamente la domanda di flussi affidabili di materiali secondari europei.

In questo contesto, FutuRaM può, da una parte, aiutare a calcolare quanta di questa domanda potrebbe essere soddisfatta in modo realistico da fonti secondarie UE e in quali tempistiche, rafforzando l’opportunità di collegare l’attuazione dell’IAA a investimenti nell’economia circolare e nel recupero di materie prime critiche; dall’altra, fornire prove per integrare considerazioni sulle materie prime (compreso il recupero di CRM da RAEE, batterie e rifiuti da costruzione) nella pianificazione industriale guidata dall’IAA e negli aggiornamenti futuri sia del CRMA sia della normativa relativa a prodotti e rifiuti.

In altre parole, FutuRaM funge da “supporto abilitante”: traduce le ambizioni di alto livello del CRMA e dell’IAA in una mappa che segnali dove si trovano effettivamente le materie prime critiche secondarie in Europa, quanto rapidamente saranno disponibili e quali progetti concreti dovrebbero essere perseguiti per primi.

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