Favini Via De Gasperi, 26, 36028 Rossano Veneto VI, Italia

PRODUZIONE CARTA SPECIALE
USO DI MATERIE PRIME DI SCARTO ALTERNATIVE ALLA CELLULOSA

Favini è una società storica nel mercato della produzione di carta (fondata nel 1736), che sta facendo dell’innovazione il suo carattere distintivo. Grazie alla qualità dei prodotti e del servizio, al posizionamento di nicchia e al rispetto per l’ambiente, ha conquistato un’importante quota di mercato nel settore delle carte speciali. È infatti diventata tra le aziende di riferimento a livello mondiale nella realizzazione di specialità grafiche innovative a base di materie prime principalmente naturali (cellulosa, alghe, frutta, noci, ecc.) per il packaging dei  prodotti realizzati dai più importanti gruppi internazionali del settore luxury e fashion.

Dall’inizio degli anni ‘90, Favini si è impegnata nella ricerca di materie prime alternative alla cellulosa per la produzione delle sue carte. Ne è stato il primo esempio Shiro Alga Carta, la carta nata dalle alghe infestanti della Laguna di Venezia, il cui proliferare, aveva messo a rischio il fragile ecosistema. L’obiettivo di salvaguardare l’ecosistema lagunare, chiaramente, si univa all’esigenza di creare un prodotto d’effetto a livello visivo e vendibile sul mercato, quindi che garantisse ottime prestazioni di stampa e trasformazione. Forte del successo di Shiro Alga Carta, Favini ha continuato a condurre ricerche nell’ambito dei materiali alternativi alla cellulosa, per creare dei prodotti sostenibili e con un aspetto unico. Nel 2012 è nata Crush, la gamma ecologica di Favini realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agro-industriali che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente da albero. Nello specifico, vengono utilizzati residui di mandorle e nocciole, agrumi, caffè, mais, kiwi, lavanda, ciliegia, uva e olive. Tutti questi sottoprodotti sono comunemente utilizzati come integratori in zootecnia o come combustibili per la produzione di energia o eliminati in discarica. Favini ha individuato un impiego alternativo per questi residui, rivalorizzandoli come materia prima nobile per la produzione di carta e non da scartare. Così come Shiro Alga Carta, anche per Crush i residui sono ben visibili sulla superficie della carta, conferendo al prodotto personalità e carattere straordinari.

Proseguendo ed ampliando l’uso creativo (upcycling) di materiali di scarto, Favini si è impegnata nella ricerca e sperimentazione dell’utilizzo di sottoprodotti derivanti da realtà industriali diverse dalla carta. La nuova frontiera del recupero creativo nel settore carta ha generato Remake, una carta unica e innovativa che contiene il 25% di residui di lavorazione del cuoio in sostituzione di cellulosa di albero. La nuova carta, prodotta con fibre vegetali e fibre di collagene, è un esempio di upcycling. Le rasature e gli sfridi della lavorazione del cuoio da prodotto di scarso valore eccedente e destinato in parte conferimento in discarica, viene utilizzato per produrre una nuova carta di alto valore per la stampa e per l’imballaggio di pregio. Riusando creativamente questi scarti nella produzione di carta, si ottiene Remake, una carta riciclabile e compostabile al 100% perfettamente stampabile e trasformabile come una carta di ottima qualità. I residui di cuoio visibili sulla superficie donano un aspetto distintivo ed un effetto tattile morbido e vellutato sorprendente. Il contenuto della carta prevede oltre al 25% di fibra derivante da sottoprodotti di lavorazione del cuoio, il 30% di cellulosa di riciclo post consumer certificata FSC. Per la produzione della carta Remake, i sottoprodotti del cuoio utilizzati sono di origine italiana e provengono dalla concia vegetale dei pellami, senza l’impiego di cromo e altri metalli.

L’intero processo produttivo di Favini è scrupolosamente attento all’ecologia. La cellulosa usata proviene unicamente da piantagioni correttamente gestite e fonti controllate ed è sbiancata con metodi ECF (Elemental Chlorine Free). Entrambi gli stabilimenti di Favini sono certificati FSC oltre ad essere conformi alle norme ISO 9001 e ISO 14001. La cartiera di Rossano Veneto è stata la prima in Italia ad essere certificata ISO 14001 e OHSAS 18001. Non vengono utilizzati legni provenienti da foreste vergini tropicali o temperate.

Nello stabilimento di Rossano Veneto l’acqua viene riciclata attraverso l’uso di circuiti chiusi e meccanicamente e biologicamente trattata nell’impianto di depurazione della cartiera prima di essere immessa nuovamente nell’ambiente. Inoltre, sempre a Rossano Veneto, vengono usati solo 18 litri di acqua per produrre 1 kg di carta, uno dei tassi di utilizzo dell’acqua più bassi nell’industria cartaria.

Paese : Italia
Regione : Veneto
Città : Rossano Veneto
Tipo di realtà : Profit
Attività : Prodotto circolare
Target : B2B
Numero dipendenti : >250
Anno avvio attività : 1736
Anno riconversione : 1991

L’obiettivo delle politiche di circolarità attuate da Favini è la riduzione dell’uso di materie prime vergini (MPV) e la sostituzione attraverso un’operazione di upcycling, ovvero la trasformazione di sottoprodotti di altre filiere industriali in materie prime nobili per la produzione di carte di alta qualità, di packaging e di comunicazione stampata. Nei processi produttivi dell’azienda, il trend di utilizzo delle materia prime vergini MPV è decrescente: viene utilizzata il 15% di materia prima seconda (MPS) in sostituzione di pari % di MPV. La ricerca della sostituzione dei materiali vergini con sottoprodotti apporta un duplice vantaggio: la riduzione del consumo di alberi e la nobilitazione di sottoprodotti che altrimenti verrebbero bruciati per produrre energia, zootecnia, o in discarica.

I prodotti Favini, come la carta Crush, sono quindi multi-materiale e progettati per essere biodegradabili e sostenibili, ovvero non tossici, riciclati e realizzati con risorse rinnovabili. Sono inoltre riciclabili e riutilizzabili nella loro funzione originaria o per funzioni diverse da quella originaria. L’azienda si impegna a comunicare ai propri clienti l’importanza del riuso e del riciclo sia attraverso i campionari sia attraverso la comunicazione ambientale sul web.

Nella selezione delle aziende da cui rifornirsi, Favini utilizza criteri ambientali e sociali. Ha stretto infatti accordi con i fornitori di materiali alternativi per gli spin-off di Crush. Sono state attivate collaborazioni con le aziende produttrici di sottoprodotti, con riutilizzo in carta da destinare al loro packaging, come con Barilla per Cartacrusca, Veuve Cliquot per Crush Uva e Pedon per Crush Fagiolo.

L’azienda pone attenzione infatti alla sostenibilità di tutta la filiera. Un esempio ne è quella delle arance: in Italia ogni anno vengono utilizzati 1.000.000 di tonnellate di agrumi per la produzione di succhi. In realtà, solo il 40% dopo la spremitura diventa succo, mentre il 60%, pari a 600.000 tonnellate, è sottoprodotto di lavorazione ed è chiamato pastazzo di agrumi. Il pastazzo subisce delle rilavorazioni per la produzione di molti altri prodotti: oli essenziali, bioetanolo, pneumatici, pectina ecc… Il sottoprodotto conseguente a queste nuove lavorazioni si chiama pastazzo depectinizzato, e viene solitamente disidratato e compattato per essere utilizzato come integratore nei mangimi animali o per la produzione di biopellet. Infine, parte di esso è destinato alla discarica. È proprio a questo punto della catena che interviene Favini, utilizzando il pastazzo depectinizzato, un materiale di scarso interesse e valore, rivalorizzandolo per la prima volta come materia prima nobile per la produzione di carte ecologiche di alta qualità. Nasce così Crush, la prima carta realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agroindustriali, che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente da albero. Oltre ai sottoprodotti della filiera degli agrumi, sono processati anche i residui di kiwi, mais, caffè, mandorle, nocciole, olive, lavanda e ciliegie.

Oltre alla sostenibilità specifica dei propri prodotti, Favini ha in atto ulteriori politiche volte ad aumentare la propria circolarità. È attenta infatti alla prevenzione della produzione di rifiuti e alla valorizzazione degli scarti attraverso il recupero delle materie prime disperse nelle acque usate per la produzione e il recupero dei cascami di produzione. Viene attuata la separazione dei materiali di imballaggio e i fanghi in uscita dal depuratore biologico vengono inviati ad aziende di fertilizzanti.

L’azienda ha ridotto anche le proprie emissioni di CO2 del 20%, attraverso l’utilizzo di scarti agroindustriali e di energia verde al 100% (dato ricavato attraverso il calcolo della carbon footprint della carta ecologica Crush, eseguito con metodologia LCA -Life Cycle Analysis e dichiarato dal DNV Business Assurance conforme ai requisiti applicabili della ISO/TS 14067, comparato poi con carta con le stesse caratteristiche, senza scarti e prodotta con energia convenzionale). Le emissioni residue sono state azzerate attraverso l’acquisto di certificati.  

Per quanto riguarda il consumo di energia ed efficientamento energetico, dal confronto tra i KPI (indicatori chiave di performance) e i benchmark di settore è risultato che i consumi specifici di Favini sono inferiori. Questi valori così bassi sono dovuti al fatto che è stata introdotta la figura dell’Energy Manager e che negli ultimi dieci anni sono stati effettuati una serie di interventi impiantistici di efficientamento energetico, che hanno ridotto i consumi specifici elettrici e termici delle due linee produttive:

  • Energia elettrica di stabilimento: 563,5 kWh/t rispetto rispetto al benchmark di settore: 550– 800 kWh/t
  • Energia termica della seccheria: MC1 1.153 kWh/t rispetto al benchmark di settore: 1.300– 1.700 kWh/t
  • Energia termica della seccheria: MC3 1.266 kWh/t rispetto al benchmark di settore: 1.300– 1.700 kWh/t
  • Energia elettrica linea: MC1 509 kWh/t rispetto al benchmark di settore: 550 – 800 kWh/t
  • Energia elettrica linea: MC3 438 kWh/t rispetto al benchmark di settore: 550 – 800 kWh/t
  • Indice PES impianto di cogenerazione: 12,38% rispetto al benchmark di settore: 10%
  • Rendimento generatore di vapore: 94,3% rispetto al benchmark di settore: 90%
  • Produzione di aria compressa: 0,1135 kWh/Nm3 rispetto al benchmark di settore: 0,085 – 0,130 kWh/Nm3
  • L’azienda presta attenzione inoltre alla riduzione dello spreco idrico: entrambi gli stabilimenti di Favini hanno adottato un sistema di gestione ambientale conforme al Regolamento EMAS allo scopo di attuare il miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali e di pubblicare una dichiarazione ambientale. Per il prodotto Crush l’utilizzo di H2O x kg carta è passato da lt 24.1 del 2012 a lt. 17.2 del 2016, con un risparmio del 28.6%.

Vengono attuate politiche di risparmio carburante per sia per gli spostamenti del personale sia per il trasporto delle merci, scegliendo ove possibile il trasporto via nave rispetto a quello su camion.

A riprova dell’investimento di Favini nella riduzione dei rifiuti e dei carichi inquinanti, i due stabilimenti del gruppo pubblicano annualmente e volontariamente la dichiarazione ambientale in accordo con il regolamento EMAS (Certificazione EMAS).

L’azienda redige un Bilancio Ambientale, elabora il LCA – Life Cycle Assessment (Analisi ciclo di vita prodotto) e contabilizza la propria Carbon Footprint.

Inoltre da Settembre 2017 verrà attuato il piano strategico di comunicazione e marketing ambientale.

Favini si impegna nella risoluzione in altre realtà sociali  di problematiche collegate alla mission aziendale, sostenendo progetti come Voiala per la riforestazione del Madagascar

La scelta di fornitori locali permette di contribuire alla ricchezza economica locale.

Per quanto riguarda le  politiche di welfare aziendale, l’azienda sta valutando di inserire nel contratto integrativo aziendale, che è in fase di rinnovo, alcune forme di welfare: assistenza sanitaria integrativa e previdenza complementare. L’azienda è inoltre in regola con la normativa Legge 68/99.