Lister Via Guglielmo De Pastrovich, 1, 34128 Trieste, Italia

ACCESSORI REALIZZATI CON CAPI E MATERIALI TESSILI DI RECUPERO
SARTORIA SOCIALE

 

Più di cent’anni fa, sulla collina di San Giovanni, a Trieste, fu costruito uno dei più grandi manicomi d’Europa. Su quella collina, nel 1978, Franco Basaglia scardinò l’istituzione totale abbattendo i cancelli del manicomio. Oggi non si parla più di ex Ospedale Psichiatrico, ma di Parco culturale di San Giovanni. Qui, in un ampio salone al pianterreno del padiglione M, ha sede Lister Sartoria Sociale, cooperativa sociale fondata nel 2009. Giorno per giorno, in questo luogo, si concretizza una stretta collaborazione con i Servizi Sociali e Sanitari della città nel tentativo di individuare ed elaborare proposte e risposte nel campo del lavoro e della socialità incentrate su una cultura di attenzione e rispetto per l’ambiente.

Le attività principali sono la raccolta e riciclo di capi e materiali tessili dismessi finalizzate alla produzione di accessori per l’abbigliamento. Lister Sartoria Sociale interpreta il manufatto tessile in relazione all’habitat urbano, ripercorrendone le trasformazioni socio-economiche, le memorie, rielaborandone codici, stili e materiali. I capi e i materiali raccolti (jeans, pezzi di stoffa e similpelle, ombrelli rotti, cravatte, banner) vengono destrutturati, rilavorati e trasformati in borse, zaini, trousse, astucci e segnalibri, incrociando sperimentazione e tecniche tradizionali. Parallelamente, la cooperativa svolge attività di formazione professionale, dedicandosi inoltre alla creazione di laboratori sui temi del riciclo creativo rivolti al mondo della scuola. Non mero luogo di lavoro quindi ma spazio aperto, flessibile, polifunzionale: una sorta di bazar.

Benché l’attività sia incentrata sul piano della produzione, la cooperativa da continuità all’accoglienza, al coinvolgimento e alla formazione di persone non ancora indirizzate su specifici impieghi ma desiderose di sperimentarsi, potendo contare, oltre che sul patrimonio professionale, anche sul capitale umano e affettivo della Lister, che continua a essere risorsa primaria e inestinguibile.

Paese : Italia
Città : Trieste
Tipo di realtà : Non profit
Attività : Modello produttivo circolare
Target : B2C, B2B
Numero dipendenti : 0-14
Anno avvio attività : 2009
Anno riconversione : 2009

La cooperativa Lister sartoria sociale si pone come luogo di riferimento per la comunità. Un luogo dove si raccolgono – attraverso il conferimento da parte di cittadini e associazioni, artigiani e aziende – quantità varie di materiali tessili dismessi. Ma è anche luogo dove si incontrano e mescolano idee, esperienze e saperi diversi. Un patrimonio che, dopo pazienti rilavorazioni, viene restituito, ridistribuito alla collettività – come fanno il frantoio e la cantina sociale – nella forma di un prodotto, un manufatto, espressione ricca ed eterogenea dell’identità di un territorio.

La quantità e varietà di prodotti e materiali dismessi che Lister raccoglie, rilavora e trasforma, oltre a contribuire a una gestione sostenibile dei rifiuti, danno vita a diverse linee di prodotti. Dalle cravatte, la cui estremità più stretta diventa segnalibro e quella più ampia un portaocchiali, alle pezze di similpelle usate per confezionare zaini e borse caratterizzate da vivaci, e diverse per ciascun pezzo, fodere in tessuto. Dal jeans ricomposto in grandi pezze, pronto per essere reimpiegato come stoffa da tappezzeria, al capospalla in loden tramutato in tascapane con bottoni, tasche e fodera originali.

La cooperativa Lister ha da tempo avviato un progetto di eco design in collaborazione con l’Università di Trieste: la linea di borse e accessori Mis-Mas, ricavata dai banner in pvc. Già in fase di progettazione grafica dei banner si tiene conto della successiva trasformazione in shopper, trousse e altri prodotti, cercando di facilitare le operazioni di taglio e optando per qualità di immagini o illustrazioni, anche scientifiche, particolarmente suggestive.

Il riciclo degli ombrelli – a Trieste c’è la bora, fortissimo vento che nelle giornate di pioggia ne distrugge parecchi – diventa anche oggetto di laboratori creativi rivolti ai ragazzi, i quali, con la telina dell’ombrello imparano a costruire frisbee e aquiloni. L’ombrello rotto ha una particolare valenza: in quanto “tipico” rifiuto urbano locale, è particolarmente adatto a coinvolgere e sensibilizzare i cittadini su temi quali raccolta differenziata e riciclo creativo.

 

Lister sartoria sociale è una cooperativa sociale di tipo B, finalizzata all’inserimento lavorativo, alla riabilitazione e all’inclusione sociale di persone provenienti da aree di svantaggio.

Il gruppo di lavoro comprende circa una decina di persone tra dipendenti, persone in tirocinio formativo, volontari e talvolta studenti per esperienze di alternanza scuola lavoro. Lister svolge costante attività formativa, attraverso l’attivazione di tirocini e borse di formazione al lavoro, in collaborazione particolare con il Dipartimento di Salute Mentale e i Servizi sociali del Comune di Trieste. È attiva inoltre con Caritas Diocesana e ICS Ufficio Rifugiati, nell’organizzazione di corsi sul riciclo tessile rivolti ai migranti e con Enaip FVG per persone detenute nella Casa Circondariale.

Oltre alla formazione professionale, Lister organizza dei laboratori sul riciclo creativo per gli allievi delle scuole, dalle primarie agli istituti tecnici. La cooperativa ha sede in un locale messo a disposizione dall’Azienda Sanitaria di Trieste, la quale osserva una politica per l’ambiente tesa a evitare sprechi di materie prime ed energia, secondo la normativa UNI EN ISO 14001.

La sartoria ha ricevuto il premio Boramata, assegnato dal Museo della Bora di Trieste e da COOP Alleanza 3.0, in riconoscimento dell’attività di riciclo degli ombrelli rotti.