OZ – Officine Zero Via Umberto Partini, 20, 00159 Roma, Italia

RIUSO CREATIVO E RIGENERAZIONE URBANA DAL BASSO
MULTIFACTORY, SPAZI DI CONDIVISIONE E COLLABORAZIONE

Oz Officine Zero nasce dalla rigenerazione di un’area industriale di straordinaria bellezza. È uno spazio produttivo a forte dimensione umana capace di innestare un cambiamento attivo, che mira a modificare il volto della città e il modo di agire nell’ambito del lavoro. All’interno di Oz Officine Zero si seguono i valori della sostenibilità e dell’innovazione, applicando i metodi dell’economia circolare e collaborativa, mettendo a disposizione spazi, strumenti produttivi e servizi adatti a sviluppare le idee e condividere le competenze. Un luogo aperto ai progetti di artigiani ed eco-designer, ricercatori e studenti, lavoratori autonomi e aggregazioni sociali, che vivono lo spazio ma attraversano il territorio e volentieri sconfinano.

Gli elementi chiave sono di quattro ordini: produttivo, con l’aggregazione della filiera artigianale e dell’usato a quelle del design, della comunicazione e del marketing, nonché della formazione professionale; lavorativo, attraverso un sistema integrato di sviluppo dell’occupazione, del reddito e delle tutele per i soggetti maggiormente colpiti dalla crisi, in un quadro di economia collaborativa; ambientale, sia nell’approvvigionamento di materiali di produzione a impatto tendenzialmente nullo (scarti industriali o prodotti dismessi da privati), sia nel recupero di uno spazio industriale dismesso, all’interno del quale occupa un ruolo centrale la riprogettazione energetica; territoriale, per il feedback positivo che si instaura tra uno spazio di lavoro ed i quartieri limitrofi quando la comunicazione e la formazione proposti dal primo consentono ad una cittadinanza più sensibile di diventare proattiva, disponibile cioè a porsi oltre lo schema negozio/cliente.

Paese : Italia
Regione : Lazio
Città : Roma
Tipo di realtà : Non profit
Attività : Modello produttivo circolare
Target : B2C, B2B
Numero dipendenti : 0-14
Anno avvio attività : 2013
Anno riconversione : 2013

Oz-Officine Zero è un progetto di rigenerazione urbana che interessa il recupero di uno spazio industriale dismesso, un’area di mq 20.000, all’interno del quale occupa un ruolo centrale la riprogettazione energetica. È un centro polifunzionale e di innovazione sociale, che accoglie all’interno di un sistema di economia collaborativa e circolare lavoratori indipendenti, piccole cooperative, associazioni, artigiani e lavoratori dell’intelletto. Oz-Officine Zero ha trasformato l’ex officina di riparazione treni notte RSI, in una multifactory dove l’innovazione del lavoro passa attraverso l’utilizzo e la produzione di energia sostenibile, la condivisione di spazi e competenze, la ricerca e lo sviluppo di pratiche di riuso in una chiave ecologica, produttiva e artigianale. L’approvvigionamento dei materiali di produzione è a impatto tendenzialmente nullo (scarti industriali o prodotti dismessi da privati).

Ciò che Oz Officine Zero considera fondamentale è, da un lato, la convinzione che una politica seria sui rifiuti non sia possibile se nel territorio non si generano delle sinergie produttive in grado di ri-collocare e ri-usare ciò che per troppo tempo si è considerato scarto, dall’altro che sia necessario effettuare una vera e propria rivoluzione culturale per rendere tutti consapevoli e collaborativi, e che a compierla debbano essere tutte le componenti della società, dalle aziende alla distribuzione fino ad ogni singolo cittadino. In pratica occorre una produzione che sia in grado di stimolare una circolazione potenzialmente infinita di materie, strumenti e servizi soprattutto su scala locale (Roma su Roma, in questo caso), ma anche una formazione open su queste tematiche applicata alla cittadinanza a partire dai luoghi più sensibili, le scuole e le strutture ricreative di quartiere e per gli anziani.

Il progetto di Officine Zero mira a creare uno spazio nel quale sia naturale sperimentare, produrre e diffondere saperi e pratiche di innovazione. All’interno di un sistema ampio e eterogeneo come Officine Zero i lavoratori presenti si trovano inseriti in una vera e propria rete che mette in relazione tra di loro molte competenze diverse implementando in modo sensibile il lavoro di tutti. In questi anni di esperienza hanno sperimentato delle enormi potenzialità che può generare la collaborazione tra un ecodesigner, un falegname e un comunicatore; oppure la forza che assume un progetto formativo creato dentro Oz da un professionista del settore e sostanziato dalle capacità pratiche di un artigiano; senza dimenticare la capacità complessiva che tante figure eterogenee hanno raggiunto nell’elaborare un piano strategico di rigenerazione urbana e di convogliare sulla sua estensione una rete di professionisti (urbanisti, architetti, economisti) e docenti o ricercatori universitari.

Il coinvolgimento dei singoli nel progetto comune è la condizione necessaria per il pieno sviluppo delle potenzialità di reddito e di altri benefici connessi al vivere bene delle persone e della comunità stessa: un rapporto reciproco improntato alla disponibilità a cedere una parte non marginale del tempo e dei saperi, in cambio della libera fruizione delle risorse comuni. Oz-Officine Zero è una multifactory. Il progetto si sviluppa nell’occupazione di un sito privato, il cui destino è legato ad un’asta fallimentare, che periodicamente viene indetta da un Tribunale.

Fin dal principio della sua pur breve storia, Oz ha sempre tenuto ferma l’intenzione di agire nell’ambito dell’economia circolare e collaborativa, confortata non solo da una diffusa coscienza ambientale dei lavoratori al suo interno ma anche da una ormai vasta letteratura di quelle best practice che denotano come solo questo approccio sistemico e orientato alla sostenibilità stiano pagando anche in termini strettamente economici: l’azione congiunta di consorzi di riuso, enti di ricerca ed enti territoriali hanno fornito alle imprese che ne hanno colto l’opportunità una serie di strumenti non solo economici determinanti per il loro sviluppo, in questi anni in cui gli altri settori economici hanno pesantemente arrancato. L’Unione Europea sta in questi ultimi anni preparando il terreno affinché nei paesi che la compongono questo trend venga prontamente assimilato, destinando proprio alla circular economy ingenti risorse comunitarie. La Regione Lazio, nel definire le aree strategiche di tali finanziamenti, ha promosso ben due Call for Proposal sul tema: una sulla connessione tra circular economy e la ricerca accademica, un’altra sul riposizionamento competitivo delle imprese. Proprio in questo secondo ambito, in collaborazione con lo studio di urbanistica ADLM ed il Municipio IV di Roma Capitale, Oz ha presentato una proposta progettuale, la quale è stata ritenuta ammissibile dalla commissione della Regione Lazio e, insieme alle altre selezionate, potrebbe concorrere per aggiudicarsi dei finanziamenti del bando Por-Fesr 2014-2020.