Revì Corso Fornari, 32, 70056 Molfetta BA, Italia

ECODESIGN E UPCYCLING
RECUPERO E RESTAURO MOBILI USATI

Revì, appena nata nella provincia di Bari, è la start up di un brand per la creazione e realizzazione di “mobili di riciclo” che comprende una falegnameria sociale e la collaborazione con le altre realtà attive nel mondo del riciclo. Rivalutano oggetti e mobili desueti sia su commissione per privati sia per allestimenti fieristici ed espositivi. I mobili e i complementi d’arredo sono sottoposti a un processo di restyling per essere nuovamente venduti e quindi utilizzati e fruiti. Il progetto si inserisce nella nicchia di mercato che interessa l’upcycling, nell’accezione stessa di recupero e ri-valutazione di oggetti che hanno terminato il loro ciclo di vita. Tale rivalutazione intende anche inserirsi nell’ambito dell’artigianato artistico e del design di prodotto. Per collaborazione attiva con enti che si occupano di “green”, di riciclo e di ambiente si intende inoltre la creazione di azioni concrete in cui l’acquisto di un mobile può generare una ricaduta in termini ecologici e di salvaguardia ambientale.

Il progetto ha preso forma durante la competition “Start up Weekend 2015” presso l’Impact Hub di Bari, dove vince il terzo posto con il nome di Re-art. Nel 2017 vince il bando PIN della regione Puglia per l’ambito delle Politiche Giovanili e della Cittadinanza Sociale che prevede finanziamenti per giovani imprese. I fondatori, rivoluzionando il team e l’idea di partenza, rinunciano al finanziamento e danno concretamente vita alla realizzazione del brand.

Paese : Italia
Categoria : Arredamento
Regione : Puglia
Città : Bisceglie
Tipo di realtà : Profit
Attività : Modello produttivo circolare
Target : B2C, B2B
Numero dipendenti : >250
Anno avvio attività : 2017
Anno riconversione : 2017

I prodotti sono realizzati con pezzi unici e con materie prime seconde (MPS), riciclate. Revì recupera il classico “mobile della nonna” hold style, direttamente dagli appartamenti, rispondendo al bisogno di smaltimento dei mobili delle case anni ’50-’60-’70. La startup svolge un servizio di restyling personalizzato in cui è possibile recuperare qualsiasi mobile e oggetto. Oltre alla creazione di pezzi unici di arredo e artigianato utilizzando sempre materia prima di riciclo (es. vecchie tavole di legno, manici di scope, basi di metallo eccetera).

Nell’attesa dell’acquisto di un furgone GPL per il reperimento della materia prima e per il trasporto dei mobili nei vari showroom della provincia, il trasporto delle merci avviene con automobili a basso impatto ambientale (metano, gpl). 

Revì organizza iniziative volte alla valorizzazione delle comunità e del patrimonio, grazie alla collaborazione con realtà territoriali come Spazio 13. I corsi di recupero e di tappezzeria promuovono il lavoro di artigiani e maestranze locali. Il team, infatti, si avvale di una rete di artigiani, tra falegnami, fabbri, vetrai, tappezzieri, eccetera, per la realizzazione di alcune parti dei mobili. Queste figure non sono direttamente nel team, ma costituiscono una squadra esterna, una vera e propria rete che opera direttamente sul territorio. Per quanto riguarda i fornitori. Oltre al recupero della materia prima su richiesta. Revì ha avviato delle partnership con mercatini dell’usato e centri di raccolta di mobili desueti.

Una delle peculiarità dell’azienda è quella di contribuire, devolvendo una parte del ricavato della vendita dei mobili, in azioni concrete, per esempio campagne, banchetti, comunicazione, con la collaborazione di realtà e associazioni che si occupano direttamente di green e salvaguardia ambientale. Trai progetti in cantiere, c’è quello della falegnameria sociale, nato dalla sinergia con il centro di accoglienza del comune di Bisceglie, con lo scopo di offrire l’inserimento lavorativo dei rifugiati politici e dei migranti che hanno avuto già esperienze nel campo dell’artigianato.