VESTI SOLIDALE

VESTI SOLIDALE
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[di Eleonora Maglia]
Quando l’abito fa il… lavoratore! Una cooperativa sociale attiva dal 1998 che crea occupazione per le persone svantaggiate, valorizza il territorio e tutela l’ambiente, promuovendo al contempo i diritti e la dignità umana.


Sinossi

VESTI SOLIDALE è una cooperativa sociale onlus di 55 soci, attivata nel 1998 in Provincia di Milano da Caritas Ambrosiana, con l’obiettivo di creare occupazione per le persone svantaggiate realizzando la raccolta e la rimessa in uso di prodotti destinati al macero. Grazie a questo progetto – che tutela l’ambiente, promuove i diritti e la dignità umana e valorizza il territorio – oggi lavorano 101 persone! Le risorse economiche generate dal recupero dei rifiuti vengono inoltre reinvestite in opere di solidarietà locali, innescando un circuito virtuoso con  altre cooperative sociali che offrono servizi socio-assistenziali e sanitari. In più, dal 2014, è stata avviata l’apertura di negozi di abbigliamento usato (SHARE), in una rete che si estende in tutta Italia e che diffonde i valori positivi di VESTI SOLIDALI a livello nazionale.

In Provincia di Milano, da 20 anni, è attiva VESTI SOLIDALE, una cooperativa sociale onlus, promossa da Caritas Ambrosiana, con la missione (possibile!) di creare occupazione per i soggetti fragili, a rischio di povertà, presenti nel territorio. Secondo i dati Istat (2017), infatti, in Lombardia sono 670 mila gli individui in condizioni di povertà assoluta e questo significa che oltre mezzo milione di persone ha sostenuto, nel corso dell’anno, una spesa per consumi inferiore a quella ritenuta necessaria per mantenere un livello di vita accettabile. L’analisi del fenomeno mostra che la diffusione della povertà è positivamente correlata all’età (gli adulti sono i più poveri) e cresce quando il capo famiglia è in cerca di occupazione. Il problema è tanto pervasivo, e anche in crescita, per gli effetti dell’ultima crisi economica (dal 2008 al 2013, la quota di disoccupati, sul totale della popolazione tra 15 e 64 anni, è aumentata infatti di 3,5 punti percentuali) e delle conseguenti politiche di spending review e di diminuzione della spesa in protezione sociale (oltre il 49 per cento delle famiglie in povertà assoluta non riceve alcun sostegno monetario o assistenziale).             

Come risponde operativamente a questa situazione critica VESTI SOLIDALE? Con la raccolta e il riutilizzo di diverse categorie di prodotti dismessi (sia tecnologici che d’uso quotidiano, come gli abiti) e creando così, con azioni attente all’ambiente e al consumo critico, opportunità di lavoro prioritariamente riservate a categorie svantaggiate (disoccupati, over45, con familiari a carico). Ogni anno, in media, vengono raccolte (con mezzi eco-compatibili di cui sono monitorate costantemente le emissioni) 5.000 tonnellate di indumenti usati, 300 tonnellate di rifiuti elettronici e 200.000 cartucce esauste per stampanti. Oltre ai servizi di recupero degli scarti urbani e speciali, VESTI SOLIDALE è specializzata nella consulenza gestionale per le autorizzazioni e il supporto amministrativo nella gestione dei rifiuti e fornisce direttamente anche contenitori destinati alla raccolta. La certificazioni di qualità ambientale e sicurezza (ISO 9001:2008, ISO 14001:2004 e OHSAS 18001:2007) garantiscono l’alto livello dei servizi e il rispetto delle normative. I beni raccolti vengono poi rimessi in uso (in logica asset recovery e restarter), individuando il processo di recupero ottimale tra percorsi di secondo utilizzo (per allungarne il ciclo di vita) o di riciclo delle singole componenti, promuovendo così stili di consumo responsabili.

Ma il contributo sociale positivo di VESTI SOLIDALE va anche oltre le politiche occupazionali, la salvaguardia dell’ambiente e la promozione di modelli di vita attenti, infatti le risorse economiche ottenute vengono reimmesse in interventi di solidarietà socio-assistenziali realizzati nella Diocesi di Milano (le ultime iniziative finanziate, con cifre comprese tra 1.500 e 5.000 euro, riguardano l’integrazione in ambito carcerario e profugo).

Recentemente, poi, nel 2014, il progetto ha anche valicato i confini prettamente locali, con la creazione dello spin-off SHARE, una catena di negozi (presente ad oggi da Milano a Napoli) in cui vengono venduti abiti e accessori di alta qualità recuperati (170.000 in un anno!) a prezzi vantaggiosi. Anche così, direttamente e tramite l’indotto generato, vengono offerte ulteriori opportunità lavorative a categorie svantaggiate (come ex-carcerati, persone con disabilità e rifugiati politici) e sostenuti aggiuntivi progetti sociali, grazie al contributo dei proventi commerciali ritratti.

L’ultimo bilancio solidale mostra come tutte le finalità sociali, ambientali ed economiche sono state raggiunte. Grazie a VESTI SOLIDALE lavorano oggi 101 persone (di cui 84 a tempo indeterminato) di 15 nazioni diverse, tutte godono di politiche redistributive e di sostegno al reddito (i minimi salariali sono infatti superiori al contratto collettivo nazionale applicato), fondi sanitari integrativi e dispositivi di protezione individuale per una maggiore sicurezza lavorativa. Questo crea grande gradimento tra il personale: secondo i questionari di rilevazione della soddisfazione lavorativa, oltre il 91% degli assunti è contento del lavoro svolto all’interno della cooperativa. Dal lato eco-friendly, poi, le raccolte differenziate di rifiuti contribuiscono a risparmiare e non utilizzare 25.570.640 kg di CO2, 9.322.191 kWh, 28.707.444.000 litri d’acqua e 956.915 kg di pesticidi e, da un punto di vista aziendale, i ricavi dai servizi resi e dalla vendita dei materiali recuperati ammontano rispettivamente a 145.174 e 80.908 euro e i clienti che si rivolgono a VESTI SOLIDALE se ne dichiarano anche molto soddisfatti (nell’86% dei casi). Inoltre, il progetto, a conferma dell’azione virtuosa svolta, ha ricevuto premi da Legambiente in tema ambientale e di economia circolare ed è stata insignito come best practice in ambito di welfare aziendale. Per il futuro, poi, gli obiettivi sono altrettanto sfidanti e pianificati attraverso il proseguimento, il consolidamento e il miglioramento di tutte le linee di azione avviate.

Una ulteriore caratteristica positiva del progetto è la capacità di fare rete con altri attori sociali, in logica di complementarietà e condivisione delle competenze, massimizzando così la portata degli interventi messi in atto. Tra le collaborazioni avviate, oltre a numerose cooperative sociali, sono presenti anche Amministrazioni pubbliche e aziende private e ciò, come anche il numero consistente di linee di finanziamento attivate con istituti di credito, dimostra l’attitudine di VESTI SOLIDALE ad avviare e mantenere aperto il dialogo anche con enti orientati ad una differente mission.

Complessivamente, dal punto di vista tecnico-analitico, VESTI SOLIDALE è un riuscito esperimento (considerati i molti risultati raggiunti che ne fanno un modello di azione meritevole di menzione e di reiterazione) in cui vengono intercettati elementi critici – ma centrali – della realtà contemporanea, come la promozione della dignità umana, la cura dell’ambiente e l’importanza della responsabilità individuale e collettiva nello sviluppo economico e sociale. Da un lato, infatti, il progetto, attraverso la raccolta e il riutilizzo di scarti, favorisce la transizione verso il sistema dell’economia circolare, un tema che è prioritario nella strategia di sviluppo europea e i cui principi sono stati recepiti anche nell’ordinamento italiano. Inoltre, offrendo un’occupazione a soggetti a rischio di povertà, rafforza il tasso di inclusione delle fasce svantaggiate e, sostenendo la creazione di nuove forme di impresa che chiudono la filiera tecnologica e dell’abbigliamento, concorre a consolidare il tessuto economico locale e nazionale. In più, questa iniziativa è anche un interessante esempio di percorso di secondo welfare, dal momento che vede come protagonisti attori sociali di diversa natura, ispirati da logiche di sviluppo spontaneo e bottom-up, per integrare le politiche sociali promosse attivata a livello centrale dallo Stato.

VESTI SOLIDALE ci ricorda bene che il coordinamento integrato tra pratiche diverse ha effetti positivi ed esponenziali nella risposta a rischi e bisogni sociali e ambientali crescenti e che, in un contesto economico sempre più complesso, è possibile innescare un circolo virtuoso che concorre a creare le premesse per lo sviluppo di comunità più attente e coese.

6 luglio 2018 / by / in
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