L’UE promette di cambiare marcia con il nuovo piano d’azione sull’economia circolare

L’UE promette di cambiare marcia con il nuovo piano d’azione sull’economia circolare

La Commissione Europea ha recentemente adottato un nuovo Piano d’azione per l’Economia Circolare come parte del Green Deal europeo, ossia la roadmap dell’UE finalizzata a rendere sostenibile l’economia comunitaria entro il 2050.

Focalizzandosi sul design circolare, il “Circular Economy Action Plan” mira non solo a garantire che i prodotti vengano mantenuti il più a lungo possibile nell’economia dell’Unione ma anche a dare impulso alle aziende che operano (o intendono operare) nel settore della circular economy. Il cambio di prospettiva promette di apportare benefici tangibili su molteplici livelli, dal risparmio energetico e delle risorse alla tutela dei diritti dei consumatori passando per la riduzione delle emissioni di CO2. Da non trascurare poi l’impatto economico, quantificabile in una crescita ulteriore del PIL europeo dello 0,5% e nella creazione di 700mila nuovi posti di lavoro.

Nel dettaglio, il Piano d’azione prevede:

  • sostegno a prodotti sostenibili: la Commissione proporrà un atto legislativo sulla strategia per i prodotti sostenibili volta a garantire che i prodotti immessi sul mercato dell’UE siano progettati per durare più a lungo, siano più facili da riutilizzare, riparare e riciclare, e contengano il più possibile materiali riciclati anziché materie prime primarie. Le misure limiteranno inoltre i prodotti monouso, si occuperanno dell’obsolescenza prematura e vieteranno la distruzione di beni durevoli invenduti;
  • responsabilizzazione dei consumatori: i consumatori avranno accesso a informazioni attendibili su questioni come la riparabilità e la durabilità dei prodotti così che possano compiere scelte più sostenibili e beneficeranno di un vero e proprio “diritto alla riparazione”;
  • attenzione ai settori che utilizzano più risorse e che hanno un elevato potenziale di circolarità: la Commissione avvierà azioni concrete in diversi ambiti quali: 
    • elettronica e TIC: una “Iniziativa per un’elettronica circolare” per prolungare il ciclo di vita dei prodotti e migliorare la raccolta e il trattamento dei rifiuti;
    • batterie e veicoli: un nuovo quadro normativo per le batterie al fine di migliorare la sostenibilità e aumentare il potenziale di circolarità delle batterie;
    • imballaggi: nuove disposizioni vincolanti che definiscono cosa è consentito sul mercato dell’UE. Sono incluse prescrizioni per la riduzione degli imballaggi eccessivi;
    • plastica: nuove disposizioni vincolanti relative al contenuto riciclato e attenzione particolare alla questione delle microplastiche e alle plastiche a base biologica e biodegradabili;
    • tessili: una nuova strategia dell’UE per i tessili per rafforzare la competitività e l’innovazione nel settore e promuovere il mercato dell’UE per il riutilizzo dei tessili;
    • costruzione e edilizia: una strategia generale per un ambiente edificato sostenibile che promuova i principi della circolarità per gli edifici;
    • alimenti: una nuova iniziativa legislativa sul riutilizzo al fine di sostituire, nei servizi di ristorazione, gli imballaggi, gli oggetti per il servizio da tavola e le posate monouso con prodotti riutilizzabili;
  • riduzione dei rifiuti: l’accento sarà posto sulla necessità di evitare anzitutto di produrre i rifiuti e di trasformarli in risorse secondarie di elevata qualità che beneficiano di un mercato delle materie prime secondarie (scarti di lavorazione delle materie prime o materiali derivati da recupero e riciclaggio di rifiuti) efficiente. La Commissione valuterà la possibilità di introdurre un modello armonizzato a livello di UE per la raccolta differenziata dei rifiuti e l’etichettatura. Il piano d’azione prevede inoltre una serie di interventi volti a ridurre al minimo le esportazioni di rifiuti dell’UE e a far fronte alle spedizioni illegali.

Da non sottovalutare anche l’utilizzo di strumenti finanziari, come InvestEU, volti a mobilitare finanziamenti privati ​​a sostegno dell’economia circolare, nonché il lancio di un’alleanza globale per  la circular economy. Considerata un vero sparti-acque, tale proposta darebbe vita ad un tavolo di confronto internazionale sulla gestione delle risorse naturali. 

Per consultare il nuovo Piano d’Azione UE per l’Economia Circolare clicca qui.

3 Giugno 2020 / by / in
Comments

I commenti sono chiusi.