Aware Via Camillo Golgi, 39, 20133 Milano, Italia

MAPPATURA DELLE PRATICHE DI RIUTILIZZO DEGLI IMBALLAGGI
RICERCA SU SISTEMI DI GESTIONE E TECNOLI

Il gruppo di ricerca AWARE (Assessment on WAste and REsources) opera all’interno del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano. Si occupa di sistemi di gestione e di tecnologie di trattamento dei rifiuti, nonché di utilizzo sostenibile delle risorse. Studia inoltre le prestazioni ambientali a essi associate, mediante l’approccio del ciclo di vita.

I promotori di AWARE sono Mario Grosso e Lucia Rigamonti, supportati da un gruppo di giovani ricercatori.

Paese : Italia
Regione : Lombardia
Città : Milano
Tipo di realtà : Ente di ricerca
Attività : Progetto di ricerca
Numero dipendenti : 0-14
Anno avvio attività : 2016
Anno riconversione : 2016

La ricerca, svolta dal team di AWARE per conto del Consorzio Nazionale Imballaggi, consiste in un’attività di mappatura e di valutazione ambientale della pratica di riutilizzo degli imballaggi, annoverato tra le azioni prioritarie per ridurre il quantitativo di rifiuti generati e in termini più generali perseguire il risparmio e l’uso efficiente delle risorse naturali.

Il progetto si propone innanzitutto di acquisire, per la prima volta, dati uniformi e affidabili sul riutilizzo degli imballaggi nel contesto italiano e formulare indicazioni per un monitoraggio periodico del sistema. 

L’analisi considera imballaggi di qualsiasi materiale, riutilizzati nel circuito business-to-business o business-to-customers dopo un eventuale processo di rigenerazione. Per ciascuna tipologia individuata, si identificano il settore di impiego, le caratteristiche di base (es. peso e dimensioni), l’eventuale processo di rigenerazione e il circuito in essere. Laddove possibile, si determinano anche caratteristiche quantitative quali l’immesso al consumo di nuovo e di rigenerato, le movimentazioni annue, il numero di riutilizzi annuali, la vita utile e il tasso di sostituzione medi. Per le tipologie più rappresentative, si effettua una valutazione di approfondimento in merito agli impatti ambientali associati all’intero ciclo di vita in accordo con la metodologia LCA (Life Cycle Assessment). Analisi LCA dedicate sono state finora effettuate su cisternette multimateriali, fusti in acciaio per il settore chimico e petrolchimico, bottiglie in vetro a rendere per la distribuzione di acqua minerale e cassette in plastica a rendere per ortofrutta.

La valutazione del ciclo di vita permette di:

  • quantificare i potenziali impatti ambientali di un dato imballaggio riutilizzabile, calcolandone la variazione in funzione del numero di utilizzi;
  • comprendere se e in quali condizioni la pratica di riutilizzo sotto indagine possa essere effettivamente promossa in un’ottica di economia circolare, ovvero se comporta una reale riduzione degli impatti rispetto a un sistema equivalente improntato sul mono-uso;
  • accertare il contributo delle principali fasi del ciclo di vita (produzione, rigenerazione, distribuzione e fine vita dell’imballaggio) rispetto agli impatti complessivi.

Così agendo, è possibile individuare le fasi più critiche del sistema, comprenderne i carichi ambientali e fornire suggerimenti per una gestione più sostenibile. La modellazione dei sistemi oggetto di studio (in particolar modo della fase di rigenerazione) si effettua con dati primari raccolti tramite questionari inviati alle aziende italiane operanti nel settore e visite tecniche presso gli stabilimenti. 

In termini generali, il gruppo AWARE segue le politiche di sostenibilità ambientale e sociale adottate dal Politecnico di Milano. A livello individuale, il gruppo risulta molto attivo nella mobilità sostenibile per i tragitti casa-lavoro: tutti i componenti raggiungono l’ufficio con mezzi pubblici (prevalentemente treno) o in bicicletta/monopattino.

AWARE promuove inoltre pratiche per la riduzione dei rifiuti e per una corretta gestione delle risorse. Per esempio, durante i propri seminari, propone pranzi a ridotto spreco alimentare e impatto ambientale (uso di stoviglie riutilizzabili, prevalenza di stuzzichini finger food, valorizzazione di prodotti locali/regionali, valorizzazione di alcuni cibi ritenuti convenzionalmente scarti e, laddove possibile, da agricoltura biologica).