Occhio del Riciclone Via Bergamo, 9A, Pregnana Milanese MI, Italia

RECUPERO DEI RIFIUTI E RICICLO CREATIVO
BORSE, ZAINI DA CINTURE DI SICUREZZA E MATERIALI TESSILI DI SCARTO

La Cooperativa Sociale Occhio del Riciclone (ODR) opera dal 2005 realizzando iniziative e progetti destinati all’inclusione lavorativa di soggetti vulnerabili e svantaggiati, con particolare attenzione al coinvolgimento di persone di etnia rom. La Cooperativa promuove il riuso dei materiali post-consumo e i settori di economia popolare attraverso distinte attività:

  • Attività di ricerca: il Centro di Ricerca Economica e Sociale di ODR è da oltre 10 anni leader d’opinione sulla tematica del riutilizzo in Italia. Il Centro realizza attività di studio e progettazione tecnica sulle economie popolari dell’usato, ideando e promuovendo soluzioni di riutilizzo “inclusivo” finalizzate alla riduzione dello smaltimento dei rifiuti in partenariato con imprese, enti locali, università e numerose pubblicazioni, tra cui spiccano i Rapporti Nazionali sul Riutilizzo, realizzati ogni anno in collaborazione con Ministero dell’Ambiente e Utilitalia e la “La Seconda Vita delle Cose”, Ed. Ambiente 2010. A questi si aggiungono lo studio “Il settore dell’usato nella gestione dei rifiuti” (2006) che ha ricevuto il premio “Ambiente e Sviluppo” del Ministero dell’Ambiente e lo studio pionieristico sulla misurazione LCA del riutilizzo in partenariato con Mercatino SRL (2012) che ha ricevuto il primo premio prevenzione rifiuti di Federambiente e Legambiente. Nell’aprile 2015 il progetto Life+ “PRISCA” è nominato progetto ambientale europeo del mese. Inoltre, dal 2010 grazie a un’attività di empowerment, ODR ha stimolato l’advocacy degli operatori dell’usato italiani oggi riuniti in un’associazione (Rete ONU) che rappresenta circa 11.000 persone ed è punto di riferimento concertativo per legislatori, governo e stakeholder di settore.
  • Moda e formazione: dalla sua nascita ODR è impegnata in attività di progettazione e produzione di accessori moda e abbigliamento eco-sostenibile attraverso il recupero e il riutilizzo dei materiali di scarto aziendali e post consumo (marchio Belt Bag), progettazione on demand di articoli di merchandising per aziende, PA, formazione sartoriale per imprese e educazione al riuso e riciclo per scuole ed enti formatori.
  • Recupero e trasporto rifiuti conto terzi: raccoglie attualmente circa 70 tonnellate al mese di rifiuti tessili;
  • Centro di Riuso, circa 4 tonnellate mensili di oggettistica usata destinata al mercato della seconda mano.

La mission dei prodotti a marchio Belt Bag è ridare una nuova vita ai materiali tessili di recupero attraverso il processo di upcycling, per un’economia circolare a rifiuti zero e un made in Italy eco-sostenibile.

Paese : Italia
Regione : Lombardia
Città : Pregnana Milanese
Tipo di realtà : Non profit
Attività : Modello produttivo circolare
Target : B2C, B2B
Numero dipendenti : 0-14
Anno avvio attività : 2005
Anno riconversione : 2005

Belt Bag, brand della Cooperativa Sociale Occhio del Riciclone nasce nel 2006 con l’intento di recuperare le cinture di sicurezza delle automobili e altri materiali tessili per creare borse, accessori made in Italy. La parola chiave in Belt Bag è upcycling: dal reimpiego delle cinture di sicurezza, recuperate dagli autodemolitori, ai tessuti che provengono dai materiali di recupero donati dalle più prestigiose aziende italiane produttrici di tessuti e similpelle. Il team di Belt Bag è formato da designer/artigiani che portano avanti il progetto attraverso l’ideazione, la gestione della produzione, l’approvvigionamento dei materiali recuperati e la creazione di sinergie costruttive con stakeholder e operatori del settore finalizzate al rafforzamento di filiere del riutilizzo.

Nello specifico, gli accessori a marchio Belt Bag sono realizzati utilizzando le cinture di sicurezza (scarto post-consumo) che altrimenti sarebbero incenerite nel processo di demolizione delle automobili dismesse. A tal fine, negli anni è nata una collaborazione strutturata con diversi demolitori di automobili in tutta Italia che forniscono a Belt Bag un servizio di recupero e taglio delle cinture per la realizzazione dei suoi prodotti. I tessuti utilizzati nella produzione di borse e accessori provengono invece da materiale di scarto pre consumo fornito da aziende tessili quali tirelle, campionature e fini rotoli di produzione.

Parallelamente all’attività produttiva finalizzata alla vendita B2C, Belt Bag è impegnata nella realizzazione di merchandising aziendale realizzato attraverso il recupero del materiale di scarto fornito dalle stesse aziende. A tal proposito si può citare la collezione “Horizon” realizzata per la Cooperativa HUMANA People to People principale player italiano della raccolta, selezione e recupero di indumenti usati, prodotta attraverso il recupero dei jeans che si trovano nei contenitori HUMANA per la raccolta del tessile; oppure la collezione “Solar” con l’applicazione di pannelli solari per la ricarica dei dispositivi mobili.

L’attenzione alla sostenibilità e a un approccio di carattere circolare prende forma sia in iniziative rivolte all’esterno quali laboratori e/o incontri informativi sulle pratiche dell’upcycling e sulla riduzione dei rifiuti, sia attraverso attività di comunicazione come il “Rapporto Nazionale sul Riutilizzo”, redatto annualmente dal Centro di Ricerca Economica e Sociale della Cooperativa, sia con percorsi formativi rivolti alle scuole sia nella gestione interna dell’organizzazione.

Un’attenzione massima viene riservata alla raccolta differenziata dei rifiuti, all’accurata gestione nel consumo di carta, alla diminuzione della plastica – sono installate colonnine per la distribuzione dell’acqua – e alla riduzione dei consumi energetici.

Per l’azienda Trenord è stato realizzato un progetto di ideazione, progettazione e produzione di 100 zaini con pannelli solari destinati ai loro stakeholders all’interno di una campagna di riqualificazione delle divise Trenord dismesse donate all’associazione HUMANA People to People Onlus per il sostegno agli studenti delle scuole magistrali in Malawi.

Nel 2012, Francesca Patania, autrice del marchio Belt Bag, ha vinto il premio “Talento Under 40” all’interno di “Vocazione Roma”, premio per i migliori progetti nei settori impresa e start up, moda e design, welfare e decoro urbano erogato dall’associazione Vocazione Roma.