Refugee ScART Piazzale dei Caduti della Montagnola, 00142 Roma RM, Italia

LABORATORIO DI RICICLO CREATIVO DELLA PLASTICA
INSERIMENTO LAVORATIVO DI IMMIGRATI

Refugee ScArt – L’arte dei rifugiati è un progetto umanitario della Fondazione Spiral Onlus nato nell’estate del 2011 con il patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) Ufficio Sud Europa, in cooperazione con Centro Astalli, Laboratorio 53 e Programma Integra, a sostegno di rifugiati arrivati in Italia in cerca di protezione. In un laboratorio artigianale messo a disposizione da AMA Roma SpA, un gruppo di quindici rifugiati crea teli artistici da cui vengono prodotti oggetti fatti interamente di materiali di scarto. In sei anni, infatti, l’arte dei Rifugiati ha trasformato quindici tonnellate di “plasticaccia” romana in oggetti d’arte funzionale colorata e allegra, che sorprendono e commuovono per la cura e la fantasia della loro esecuzione. Tale intervento è il risultato di una partecipazione civica che non può portare altro che benefici, sia ai nuovi abitanti della città sia ai suoi più antichi residenti, contribuendo così al bene comune: il loro modo di dire grazie alla città che li ha accolti.

Vengono prodotti una ventina di oggetti artigianali fatti con materiali riciclati (carta, plastica, copertone di bicicletta, lattine, bottiglie di plastica): borse, zaini, copertine per libri e quaderni, pochette, porta monete, portafogli, porta oggetti, tovagliette, lampade, beauty case, buste, pouf.

Tale lavoro ha fatto nascere altra vita: l’intero ricavato (100%) di qualsiasi vendita torna ai rifugiati, ma essi, a loro volta, ne donano una parte al Poliambulatorio mobile di Castel Volturno, via Emergency aiutando persone ancora più bisognose.

Paese : Italia
Regione : Lazio
Città : Roma
Attività : Modello produttivo circolare
Target : B2C, B2B
Anno avvio attività : 2011
Anno riconversione : 2011

Tutti i materiali usati per creare i prodotti artigianali sono considerati rifiuti o scarti riciclati: plastica, carta, allumino, copertone bici e latri materiali di scarto. Questi materiali vengono lavorati, tagliati e fusi, per creare “tessuti” di plastica o misti di carta e plastica da cucire e/o incollare tra loro.

 

 

I rifugiati che si trovano a Roma sono sia gli artigiani che i beneficiari del progetto, ricevendo il 100% del ricavato delle vendite.

REFUGEE scART è un progetto umanitario della Spiral Foundation Onlus nato con la collaborazione del Centro Astalli e con il patrocinio dell’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per Rifugiati (UNHCR), Ufficio Sud Europa.

Anche il museo Maxxi aderisce al progetto: alcuni prodotti creati dagli artigiani rifugiati sono stati ottenuti riciclando materiali prodotti dallo stesso Museo. In questo modo gli scarti sono trasformati in materia culturale, apprezzabile e usufruibile nel tempo. Inoltre, questi prodotti vengono venduti al bookshop del Maxxi, con lo scopo anche di dare visibilità a un progetto che si distingue, oltre che per l’impegno civico e l’aspetto umanitario, anche per la qualità e l’originalità estetica delle realizzazioni, in cui la perizia artigianale diventa capacità progettuale, design ed espressione artistica. Questa iniziativa è parte del programma Public Engagement del Maxxi.

Il progetto ha per obiettivo quello di porre il rifugiato nella condizione di essere una risorsa positiva nel contribuire alla tutela dell’ambiente attraverso il riciclo di materiali di scarto e, quindi, di ridare alla società che l’ha accolto. Attraverso Refugee ScART il rifugiato non è più percepito come “un peso” sul sociale, ma diventa un positivo contributore al bene comune.

Attraverso Refugee ScART il rifugiato esce da una condizione di anonimato e isolamento, divenendo parte di un gruppo, acquisendo un senso di appartenenza e identità positiva che lo fortificano e incoraggiano nel proprio percorso d’integrazione.

Attraverso Refugee ScART il rifugiato genera un micro – reddito nell’attesa di ottenere la documentazione necessaria e le opportunità per inserirsi nel mondo del lavoro. L’intero ricavato generato dalle vendite dei prodotti che creano ritorna nella sua interezza ai rifugiati stessi.