Ru.De.Ri. Rural Lab Via San Marco, 2, 82030 San Lorenzello BN, Italia

PROGETTAZIONE DI PROCESSI DI RIGENERAZIONE TERRITORIALE
RELAZIONE TRA EDILIZIA SOSTENIBILE E SCARTI DI PRODUZIONI AGRICOLE

Ru.De.Ri. – “Rural Design per la Rigenerazione dei Territori” è un associazione senza scopo di lucro nata nel 2014 con lo scopo di perseguire le seguenti finalità primarie:

  • valorizzare e promuovere le risorse naturali, ambientali, storiche e culturali di un territorio e delle comunità che lo abitano intese come beni e risorse di interesse pubblico;
  • sviluppare e diffondere una nuova percezione di “paesaggio rurale” quale modello di sviluppo capace di coniugare la sostenibilità economica con la sostenibilità sociale e quella ecologica;
  • promuovere, principalmente nei territori rurali e montani, una cultura dell’innovazione e della cooperazione per lo sviluppo di nuove filiere produttive in chiave circolare nei settori dell’agricoltura e del design di prodotti e servizi.

Ru.De.Ri. si occupa di progettazione e facilitazione di processi di rigenerazione territoriale e di strategie di sviluppo locale; organizza e collabora attivamente alla realizzazione di eventi che possano favorire il coinvolgimento delle comunità locali e la ri-valutazione e ri-definizione di concetti chiave come quello di territorio, identità, risorse; realizza workshop, interventi site-specific e residenze artistiche come strumenti capaci di innescare processi di cambiamento e re-interpretazione dell’esistente.

Paese : Italia
Regione : Campania
Città : San Lorenzello
Tipo di realtà : Non profit, Non profit
Attività : Servizio circolare, Servizio circolare
Target : B2B, B2B
Numero dipendenti : 0-14
Anno avvio attività : 2014
Anno riconversione : 2014

Il lavoro di Rural Lab vuole affermare un concetto fondamentale per i piccoli centri rurali e territori connessi o sconnessi al sistema globale. Essi rappresentano in maniera ineludibile una risposta essenziale e alternativa ai processi di desertificazione sociale.

Per come è pensato, Rural Lab, è un primo nodo di una rete di strutture per il territorio, orientata attraverso il monitoraggio e il presidio del territorio, a diffondere una “Cultura del Territorio” per i residenti e, parallelamente, a promuovere a livello internazionale una visione del territorio quale “luogo unico”, effetto di interazioni millenarie, naturali e antropiche. Se da un lato quindi, le attività previste, hanno lo scopo di contribuire all’arricchimento e ridefinizione di un tessuto sociale come fattore coagulante per il divenire di un’identità condivisa, dall’altro favoriscono l’uscita dalla marginalità geografico-culturale e l’inserimento in un circuito di ricerca e dibattito sulle tematiche e valori connessi allo sviluppo sostenibile dei sistemi territoriali marginali europei. In tale direzione si definiscono le azioni volte a contrastare il degrado dei paesaggi e delle coltivazioni, sostenendo misure per la valorizzazione e la difesa del patrimonio architettonico rurale, la biodiversità, e il supporto economico alle aziende agricole. Concetti innovativi, se si pensa che, fino a poco tempo fa, il paesaggio agricolo, in particolare quello denominato “culturale”, scollegato dalle sue valenze economiche, era inserito nelle pratiche delle politiche territoriali solo per le sue accezioni estetiche.

Il concetto di Rural Design deriva da questa necessità di sviluppare un nuovo sguardo che interpreti in modo dinamico ma anche “amorevole” noi stessi e il territorio, focalizzando l’attenzione sulle connessioni all’interno di un organismo e tra gli organismi. Nel modello sistemico le numerose attività produttive umane e quelle delle altre specie viventi coesistono, nessuna predomina nettamente sull’altra e ognuna esiste anche in funzione dell’altra. Quello che viene delineato è il flusso di materia, informazioni, energia che scorre da un sistema ad un altro collegando input e output in una metabolizzazione continua che elimina il residuo inquinante e abbatte l’impronta ecologica. Da questa visione si attiva un modello economico circolare, basato sulla progettazione di cicli produttivi aperti e su una società di individui fortemente relazionati tra loro e connessi al territorio.

L’utilizzo di materie prime rinnovabili rappresenta un passo decisivo sulla strada verso un’economia sistemica il secondo fondamentale passo è l’attivazione di progetti integrati di filiera. Un esempio di come si può concretizzare un simile atteggiamento è dato proprio dai processi che coinvolgono l’agricoltura. Dall’agricoltura i designer ricevono e utilizzano una serie di materiali naturali rinnovabili, prodotti, scarti di produzione che vengono considerati rifiuti, per trasformarli in altre materie prime e/o prodotti innovativi che fin dalla fase del progetto rispettano, per esempio, la necessaria reintegrazione nel ciclo ecologico. L’agricoltura inoltre potrebbe diventare una componente fondamentale di una filiera dell’edilizia sostenibile e offrire anche servizi a supporto del marketing territoriale.

L’associazione Ru.De.Ri. attraverso il Rural Lab ha realizzato un laboratorio aperto alla comunità per favorire percorsi di incontro, dialogo e co-progettazione tra attori del territorio molto diversi tra loro per formazione, attitudine e attività, accomunate dalla volontà di sperimentare percorsi innovativi di collaborazione tra pubblico e privato per la creazione di valore condiviso. Un laboratorio di innovazione territoriale per le comunità locali, che diventa strumento propedeutico a una strategia di sviluppo orientato alla qualità e alla sostenibilità e finalizzato a fornire servizi come:

  • orientare lo sviluppo per un territorio intelligente;
  • consentire nuove forme di partecipazione attive nelle sue forme che possono essere singole o associate;
  • promozione di reti di valorizzazione della creatività locali;
  • progettare applicazioni intelligenti a servizio di una “bio-comunità”;
  • promuovere “luogo” intelligente in grado di esprimere creatività, idee, progetti, accompagnamento e start up.

Il laboratorio è localizzato all’interno di un ex agriturismo, l'”Antico Frantoio”, un edificio rurale storico nel comune di Faicchio (BN). Il recupero di questa struttura edilizia in stato di quasi abbandono, è diventato un atto di ri-appropriazione di uno spazio per essere trasformato in luogo che annoda e intreccia esperienze, storie ed emozioni della comunità locale con una rete potenziale di altre esperienze, altre storie, altri luoghi e costituisce un segnale forte, uno stimolo per innescare un processo di cambiamento. Obiettivo strategico del Rural Lab è dunque la costituzione di un laboratorio territoriale dove enti, persone, risorse e progetti possano interagire in modo sistematico, sistemico e continuativo per sviluppare visioni, progetti e comunicazione per attivare dinamiche virtuose di creazione di valore; potenziamento strutturale di territori e capitale umano, orientamento ad una cultura di innovazione, comunicazione e verifica dei risultati, integrazioni in reti di eccellenza, implementazione di esternalità strategiche per uno sviluppo locale sostenibile, di lungo periodo e partecipato.

Il tema centrale di tutto il progetto è quello dei “processi collaborativi”, intesi come quell’ampia gamma di azioni che possono vedere interazione tra imprese diverse, in orizzontale e verticale, e tra loro e il territorio, per realizzare sviluppi e competività per l’azienda, vantaggi per l’ambiente, per il territorio, per la comunità.